SOCI UBI

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20 aprile 2013: intervento Allevi in assemblea

Cari Soci,
porto il saluto ed il sostegno dell’associazione “Soci UBI” alla lista del professor Andrea Resti, “UBI, banca popolare!”.
E’ dal 2003, dai tempi in cui avevamo costituito l’associazione, che cerchiamo di sostenere una lista che sia veramente rappresentativa del territorio:
ora, dopo 10 anni, riteniamo di averla finalmente trovata !
Non Vi nascondo la mia gioia nell’essere finalmente non più solo.
Per me oggi è una festa anche solo poter condividere questo momento con tanti altri amici.
Condividono la nostra scelta anche gli associati di Assimpresa, la prima associazione “No cost” per la difesa di imprese e professionisti e Consultique, la più importante società italiana di consulenza indipendente “Fee only” per la difesa degli interessi dei risparmiatori.
“UBI, banca popolare!” è una lista pluralista (in quanto non rappresenta una persona o una lobby), trasversale (in quanto copre gli interessi di tutti partendo da chi ne ha più bisogno) e indipendente (in quanto assolutamente slegata dall’establishment politico e finanziario).
Una lista che rappresenta, finalmente, il mondo delle piccole imprese, dei dipendenti, dei professionisti e della società civile bergamasca. Anche per questo “UBI, Banca popolare” segna la discontinuità con il passato ed ha tutte le prerogative per consentire ad UBI di tornare ad essere una vera cooperativa.
E’ un momento di grandi cambiamenti per il nostro Paese, pensate a quanto sta accadendo in politica, e per il mondo intero, pensate a Papa Francesco: anche noi dobbiamo avere il coraggio di adeguarci ai tempi e questa è un’opportunità che difficilmente si ripeterà.
“UBI, banca popolare!” è l’occasione unica per i dipendenti, che potranno così difendere il proprio posto di lavoro e la propria dignità.

(la parte successiva è stata interrotta per errore dal Notaio che pensava che fosse terminato il tempo a disposizione)

“UBI, banca popolare!” è un occasione unica per dare un taglio ad usanze barbariche quali il voto di scambio, che è ha permesso che si potessero realizzare situazioni come quelle verificatesi a Lodi con la Banca Popolare Italiana o più recentemente a Siena con il MPS, e la mediazione creditizia di certe associazioni di categoria, non a caso così partecipi, che favoriscono l’accesso al credito a chi paga un qualcosa che viene chiamato quota associativa ma che, a nostro modesto avviso, assomiglia a ben altro.
Il professor Andrea Resti ci è piaciuto fin dalla sua prima dichiarazione pubblica nella quale ha affermato di pensare ad una cabina di regia più snella, con meno persone e con emolumenti decisamente più morigerati.
Noi auspichiamo dal 2003 di tornare ad una banca che si limiti a raccogliere e distribuire denaro sul proprio territorio azzerando le speculazioni: solo così rimetteremo la finanza al servizio dell’uomo e del territorio.
Oggi siamo chiamati a nominare il Consiglio di Sorveglianza che ha, come primo obiettivo, quello di nominare, controllare ed eventualmente revocare i componenti del Consiglio di Gestione.
Noi intendiamo votare per una lista pluralista e veramente indipendente.
In tal senso chiedo a Moltrasio, che è attualmente uno stimato membro del Consiglio di Gestione di UBI, di spiegarmi se è logico essere messi in condizione di sperare che lo stesso Moltrasio si autodenunci qualora dovesse malauguratamente scoprire di aver commesso una qualsiasi irregolarità, fosse anche solo per sfortuna.
Io capisco che Ubi sia socia, tramite Carime, di Banca d’Italia e mi auguro che questa assurdità venga presto eliminata ma non comprendo come la stessa Banca d’Italia possa accettare come indipendente un membro del Collegio di Sorveglianza che è chiamato a dover controllare la prossima settimana quanto ha fatto la settimana precedente.
Insomma, il nostro è il sogno di una cooperativa normale, pluralista ed indipendente che ci aiuti a ricostruire una società a misura di ciascuno di noi, questo sogno si chiama “UBI, banca popolare!”.

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