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30 Aprile 2005 : Intervento Allevi assemblea

Il socio Allevi richiede la verbalizzazione integrale del proprio intervento come di seguito trascritto:

“Buongiorno. Prima di iniziare il mio intervento, sono Giuseppe Allevi, presidente dell’Associazione SociBpu e faccio i miei complimenti e gli auguri all’amico Marcolli. Francamente sono un po’ stupito che esimio avvocato Caffi sia intervenuto contro di lui senza che il presidente, Cav. Emilio Zanetti, dicesse niente, perché ci dimentichiamo in questa occasione che il Prof. Caffi è un provobiro, colui che dovrebbe dirimere le questioni tra soci e consiglio, è il primo che ha inteso sostanzialmente attaccare il buon Marcolli. Così va la vita.

Chiedo la trascrizione integrale al Notaio di tutti gli interventi.

Anche quest’anno richiedo di cancellare con una croce i candidati proposti dall’attuale CdA e di scrivere il nome del nostro candidato. Non abbiamo potuto proporvi il mitico Antonio Aldrighi che l’anno scorso è stato votato da oltre il 10% dei soci, in quanto questo CdA non lo ha accettato quale socio considerandolo ancora sgradito. Chi si propone – abbiamo visto anche la Professoressa che saremmo lusingati di proporre noi l’anno prossimo come nostra candidata – si trova sempre qualche modo per mettere in difficoltà. Pertanto chiedo che inseriate il mio nome, Giuseppe Allevi.

La Bpu è una holding cooperativa federale, una costruzione giuridica che ha prodotto come unico vero risultato quello di riuscire a mantenere in essere un CdA autoreferente. Le cooperative sono solitamente – per quel poco che so io – società che prestano servizi ai soci erogando interesse attivo un poco più alti rispetto al mercato, o concedendo a un artigiano un piccolo fido senza che sia costretto a garantire con la propria abitazione.

Viceversa la nostra cooperativa è una holding, dove lo spirito cooperativo è scomparso, e lo stesso vale per il radicamento sul territorio. Anche il termine “federale” è usato in modo improprio, i supermercati “Auchan” sono radicati sul territorio bergamasco esattamente come la Bpu è radicata a Todi, Ancona o in Calabria.

Altro metodo riguarda i consiglieri indipendenti. Un mio amico avvocato si rifiutava di credere che questo Cda dichiara che tutti i suoi membri, compreso il presidente, sono consiglieri indipendenti. Ma da chi sarebbero indipendenti non si capisce. Certamente sono auto-referenti. Altro mito è che il titolo della Bpu abbia ottenuto una buona performance: forse perché lo leggono da qualche parte, su qualche giornale. Non solo abbiamo perso moltissimi posti di lavoro, il 10%, ma la performance del titolo è andata decisamente peggio degli indici con i quali dovrebbe essere comparato. Leggo alcuni dati che vi prego di correggere se contenessero degli errori, li ho presi ieri di fretta da Bloomberg: Bpu ha reso circa il 3% nel 2004, è passata da 14, 531 a 14,953 più c’è stato un buono, ottimo dividendo del 4%. 3+4=7 Vado spannometricamente l’indice di settore delle banche italiane ha reso invece del 3% ha reso il 10%, probabilmente avrà distribuito 1,5 in meno di dividendo, ma ha reso il 10. Lo Standard & Poor’s il 13, il MIB-TEL 17, insomma sarebbe carino, non so se vi risultano queste performances, ma non sarebbe difficile fare un grafico, farlo vedere, io lo ho cercato nel volume che è stato distribuito, ma non l’ho trovato, però con un grafico molto semplice uno ha idea di come vanno le cose.

A me è parso che la performance del 2004 della Bpu sia stata indicativamente la metà delle altre.

Ma non va male per tutti, il nostro Amministratore Delegato ha guadagnato oltre Euro 4 milioni, 2 di emolumento e 2 di stock optino, se non ho sbagliato a leggere il bilancio, possiamo vantarci di stipendiare uno dei manager più pagati d’Italia, forse siamo la cooperativa che assegna lo stipendio più alto al mondo, non lo so, ma così mi pare, potrebbe essere insomma. In tal senso, essendo le stock options un emolumento chiedo che il Collegio Sindacale riferisca all’Assemblea se è stato rispettato il limite statutario sulla distribuzione degli emolumenti.

Altro record, la Bpu ha il Cda più saggio d’Europa, 69 anni di media. La circostanza che si autonomia attraverso il sistema della lista unica forse ha avuto il suo peso. Altro mito è che in Bpu l’Assemblea sia sovrana. Nell’Assemblea del 20.04.2002, il simpatico socio Camerini che è quello che è venuto prima a parlare, credo chiede se ci stanno realmente valutando ipotesi di aggregazione, se esistono contatti per l’avvio di collaborazioni con la Commercio & Industria, domanda Camerini al CdA. Il presidente smentisce che esistano contatti per l’avvio di collaborazioni con la Commercio & Industria e invece, a ottobre dello stesso anno, il titolo della Commercio & Industria si impenna magicamente, e a dicembre viene annunciata la fusione.

Nell’assemblea 10.03.2003 Pesaresi ricorda ai soci i rischi connessi alla Popolare di Ancona. Ho preso tre esempi così.

Il presidente fa rispondere al mitico Prof. Schlesinger, che liquida brevemente il socio esprimendo la convinzione che la Corte di Appello non ripeterà l’errore del Tribunale di Ancona, che aveva dato torto alla Banca Popolare di Bergamo. Invece il 22 marzo di quest’anno la Bpu chiude la transazione, riconoscendo ai 5 soci dissidenti dell’Ancona il doppio di quanto era stato riconosciuto agli altri soci. La prima OPA era venuta a 51, quella relativa alla transazione è di 100 Euro, oltre ad accordi vari per vendere la banca Carifano, che sono difficili poi da comprendere, per me almeno, però mi sembra che, per avere tutta questa ragione, non è male. Chissà se avevano torto.

Nell’Assemblea del 24 aprile il sottoscritto chiede che l’azionista Aldrighi venga accettato quale socio, oltre il 10% dei soci lo votano quale consigliere. Aldrighi chiede nuovamente di divenire socio, il CdA respinge ugualmente la sua richiesta ai provibiri.

Al veto, qui mi spiace un po’ dirlo, contribuiscono anche il Sindacato e l’Associazione soci dipendenti, che qui esprimono la stragrande maggioranza dei soci.

Per due anni abbiamo creduto di poter collaborare per la nomina di un Consigliere e di un Sindaco di minoranza. Loro avrebbero indicato il candidato. Per intenderci il nome di Alberto Barcolli, a noi sarebbe andato benissimo, anche considerata la sua incontestabile onestà intellettuale. Invece, nonostante i nostri numerosi inviti anche a mezzo stampa, il sindacato e l’associazione dipendenti, non ci hanno nemmeno informato dell’intenzione di proporre un loro candidato, interventi a titolo personale come quelli di Luigi Bresciani, nell’assemblea del 2002, quando manifestò il suo dissenso alla fusione, anche contro il parere dei vertici del suo sindacato, così come le accorate denunce di Merlini – oggi non l’ho visto e mi spiace – e di Bressano mi convincono dell’indiscussa indipendenza di alcuni elementi di grande valore umano e professionale. Solo ora che un ramo del parlamento ha già approvato l’obbligo di introdurre le liste di minoranza propongono un loro candidato. C’ è il rischio, come ha rilevato persino il Presidente di Assonime, che teme questo fatto non poco, che si creino delle liste amiche. C’è il rischio, che non vogliamo assolutamente evitare, che il Sindacato e l’Associazione Dipendenti propongano una lista amica all’attuale establischment.

Per questo chiediamo che tutti voi dipendenti vi iscriviate alla nostra associazione richiedendo, se lo desiderate, il più assoluto anonimato e che soprattutto votiate il nostro candidato.

Resta comunque fortissima la nostra disponibilità a ricercare una strada comune con l’Associazione Dipendenti nel nome di una governance più trasparente. Propongo l’anno prossimo di votare assieme la sig.ra che si è presentata prima e Marcolli, così io evito di prender ei due voti a quest’assemblea che qualcuno per sbaglio mi darà.

Se volete sostenere l’azione della nostra associazione, che rappresenta si ai liberi dipendenti che i non dipendenti votate Giuseppe Allevi. Noi consigliamo di cancellare con una grande croce tutti i candidati della lista unica, la decisione di cancellare Carlo Pesenti, giovane realtà di imprenditoria bergamasca, mi sembra, farnacamente ingiusta. Qui lo dico e lo nego, ma forse è l’unico che lascerei.

Tale suggerimento evidenzia solo l’inevitabile sudditanza psicologica di alcuni responsabili del sindacato, che spesso, quali dipendenti, percepiscono lo stipendio da quei consiglieri, che non osano suggerire di depennarli dalla lista e che, talvolta, sono persino “inquilini” e debitori della Bpu. Posizione un po’…

Come avrete compreso, noi riteniamo che una governance più bilanciata e trasparente sia l’interesse di tutti. Riteniamo che debba temere questa nostra proposta solo chi intende tutelare i propri interessi, in quanto garante di un gruppo di persone autoreferenti. Per questo chiediamo il voto anche a chi desidera mantenere il Cav. Zanetti quale presidente. Lui non ci crederà, ma mi sta pure simpatico. Continuerà a gestire la banca, ma lavorando fianco a fianco con qualche consigliere veramente indipendente. L’Italia è un Paese dove è normale che il Governatore della Banca D’Italia, che ha inciso anche qua, fra l’altro abbia un incarico a vita, dove è normale che le banche siano controllate dalla Banca d’Italia che ha come soci le medesime banche che dovrebbero essere controllate e poi stiamo qui a leggere i giornali della Lodi, Antonveneta, e c’è chi sopra di noi deduce tutto. Dove è normale che un imprenditore come Tronchetti Provera abbia scalato il più grande gruppo industriale rischiando qualche decimale del valore del suo gruppo, ma in questo strano paese, è questo il motivo per cui oggi io sono qui, e se prenderò meno di 5 voti sarò qui ancora l’anno prossimo.

Il dramma non è di carattere economico, è di carattere morale, e la nostra cooperativa dovrebbe aiutarci a crescere, non solo economicamente, ma anche moralmente, i due aspetti sono tutt’altro che in contrasto fra loro.

Comunque siamo pratici, ora verifichiamo insieme come funziona questa cooperativa. L’art. 44 dello Statuto che vi è stato distribuito, prevede la possibilità che i soci possano proporre una lista di sindaci in alternativa a quella bulgara imposta dal CdA. Peccato!

Che la lista debba essere firmata da almeno 500 soci; Che le firme debbano essere autenticate da dipendenti appositamente delegati dal CdA; Che sul Libro Soci, un mucchio di libri cartacei è difficile sapere chi sono i soci, non sono stati nemmeno indicati gli indirizzi dei soci per un questione di privacy, mi è stato detto (siamo persone estremamente riservate!), dunque per proporre una lista di sindaci di minoranza, si dovrebbe avere la fortuna di avere 500 parenti soci, di cui almeno uno chi sia un dipendente delegato dal CdA, dipendente delegato. Se è amico mio, credo che non so se gli daranno questa delega. E di avere una casa abbastanza grande per poterli ospitare tutti a Natale per le autentiche. In pratica, con questo Statuto è impossibile uscire dal tunnel della lista bulgara. Oggi veniamo a votarlo, dopo il dessert, forse potrebbero riuscirci dei dipendenti che siano supportati più o meno segretamente dello stesso CdA. Quindi e arrivo al punto e vi chiedo di concentrarvi, per tentare di porre fine a questa stranezza, chiedo che il CdA deleghi subito tre dipendenti, ora, affinché si possa raccogliere in questa assemblea le firme necessarie per presentare l’anno prossimo la nostra lista di minoranza.

Lo chiedo al Presidente, lo chiedo al Segretario e al Notaio, che possiamo adesso raccoglierle, che ci diano 3 dipendenti, ce no sono qua tanti, mi sembrano anche, scusate, ma anche poco affaccendati.

In attesa di avere la risposta dal Presidente, Vi ricordo nuovamente di cancellare i nominativi del Consiglieri sulla scheda e di scrivere il nome di Giuseppe Allevi. Non verrò nominato, prenderò pochissimi voti, ma il vostro consenso contribuirà certamente a migliorare la governance, non solo quella della Bpu. Grazie.”

Ultimati gli interventi, riprende la parola il Presidente per dare la risposta ai soci.

“Riferendosi al socio Allevi respinge in modo assoluto le affermazioni da questi svolte, in ordine alla necessità di crescere moralmente, ritenendo che la Banca non debba accettare dallo stesso alcuna lezione di moralità.

Evidenzia quindi le ragioni per le quali il Collegio dei Probiviri, ha confermato, nel marzo di quest’anno la propria decisione in ordine della mancata ammissione del Dott. Aldrighi, trattandosi di reiterazione di domanda di ammissione a socio già a suo tempo respinta.

Con riguardo alle osservazioni del socio Allevi sull’andamento del titolo Bpu, ne sottolinea l’elevato yield, che si posiziona su livelli fra i maggiori del panorama borsistico nazionale, risultando significativamente superiore ai rendimenti dei titoli di stato decennali.

Sottolinea quindi, come assumendo a base la quotazione del titolo BPB-CV nel momento in cui è stata annunciata l’operazione de fusione con il gruppo Commercio & Industria il 13.12.2002 e la quotazione attuale del titolo BPU, emerge un incremento del 49%, a testimonianza del favore con cui il mercato ha apprezzato l’operazione, e della creazione di valore derivata dalla fusione fra i due gruppi.

Rinvia, per la trattazione dell’argomento relativo alla transazione sul contenzioso con alcuni ex soci della BPA, all’apposita esposizione che verrà fatta nel successivo punto all’ordine del giorno.

Riferendosi alle osservazioni formulate circa il compenso dell’Amministratore Delegato, osserva come lo stesso sia pari al 60% circa di quello medio degli Amministratori Delegati delle prime 5 banche italiane e all’83% di quello medio delle prime 10 banche. Precisa quindi come le stock options assegnate al management della ex BPCI derivino da vicende aziendali ereditate da quella banca, che BPU come tale è tenuta a rispettare.

Ritiene che i requisiti minimi richiesti dallo Statuto per la valida presentazione della lista di minoranza ai fini dell’elezione del Collegio Sindacale (500 soci rappresentanti almeno lo 0,50% del capitale sociale) – requisiti, ricorda, a suo tempo approvati dall’Assemblea dei Soci – siano congrui, tenuto conto dell’ampiezza della base sociale dell’Istituto, che vanta oggi circa 160.000 fra soci ed azionisti e circa 76.000 soci.

Precisa di non poter accogliere la richiesta di mettere a disposizione, nel corso della presente seduta, dipendenti della Banca per la raccolta della firme ai fini della presentazione di una lista per il collegio sindacale, argomento non all’ordine del giorno della presente Assemblea. La formazione di detta lista, potrà avvenire nel rispetto delle formalità analiticamente previste dallo Statuto, in occasione del rinnovo del Collegio Sindacale, che sarà posto all’ordine del giorno della prossima Assemblea dei Soci nell’aprile 2006.

Riferendosi infine al comportamento etico, evidenzia come sul quotidiano “L’Eco di Bergamo” di questa mattina, sia apparso un articolo “Popolare di Verona e BPU promosse per comportamento etico”, che riporta il positivo giudizio espresso sulle due banche dalla Agenzia European Investment Standard Etics in sede di aggiornamento del rating annuale delle principali società quotate.”

Il socio Allevi replica chiedendo la verbalizzazione integrale del proprio intervento come di seguito trascritto:

“ Ho chiesto prima ai Sindaci una risposta in merito agli emolumenti, me l’ha data Lei, abbiamo dei sindaci pagati, il Prof. Guatri l’ho visto chi si aggirava qua. Mi sarebbe piaciuto sentire un suo parere, comunque la sua risposta l’ho capita, la ringrazio, Presidente, però credo che i Sindaci, abbiano una loro funzione, mi piacerebbe sentire la loro risposta.

Con questo, sicuramente, è tutto perfetto, tutto chiaro, però ognuno deve fare il suo mestiere, se no perché è venuto qua il Presidente con tutti gli altri Membri. Prima cosa.

Seconda ed ultima. Io ho chiesto la possibilità di raccogliere le firme. Lo so che raccogliere 500 firme autenticate per lei è facilissimo, per me un po’ meno. Ho chiesto molto concretamente, al di là di molte frasi teoriche e quant’altro se è possibile che ora voi deleghiate 3 dipendenti per poterle raccogliere ora a questi soci, non chissà quando perché adesso che sono qua forse 500 soci possiamo raccoglierli, dopo non più. E’ possibile o non è possibile?

Ha già risposto, io non ho capito, forse sono ignorante però non ho capito. Cioè se mi dà questi 3 dipendenti mi piacerebbe vederli e io inizio la raccolta.”

Replicando nuovamente al socio Allevi, il Presidente conferma l’inattuabilità di mettere a disposizione, seduta stante, dipendenti per la raccolta e l’autenticazione di firme per la presentazione di una lista per l’elezione di un sindaco di minoranza nel Collegio Sindacale, argomento non all’ordine del giorno della presente Assemblea.

Il socio Allevi ringrazia.

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