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L'ASSOCIAZIONE SOCI BPU

CHIEDE DI DISCUTERE LA

CORPORATE GOVERNACE

 

L'Associazione Soci BPU, il cui candidato ha raccolto oltre il 10% di preferenze all'ultima assemblea e che non è in alcun modo rappresentata nella cooperativa, chiede che venga promosso un incontro sul tema della Corporate Governance nell'Istituto: magari chiamando un rappresentante di Assodip e dell'Associazione Soci quali moderatori del dibattito.

Nel capitolo dedicato al rapporti con i soci, presentato nell'ultima assemblea, è scritto che "Il Presidente e l'Amministratore Delegato si adoperano attivamente affinché venga instaurato un dialogo con i Soci. L'Ufficio Soci ha il compito di curare tutti i rapporti con i Soci, proporre e coordinare le varie iniziative loro offerte (incontri, viaggi, prodotti specifici)."

Alcuni episodi indicano un atteggiamento che dovrebbe fare quantomeno riflettere.

Durante l'ultima assemblea dei soci il Presidente dell'Associazione Soci, dr Giuseppe Allevi, chiese al Collegio Sindacale che esprimesse la propria opinione in merito all'ipotesi di eventualità di conflitti d'interesse tra i membri del Collegio Sindacale e del Collegio dei Probiviri che, in alcuni casi, avrebbero ricevuto incarichi di consulenza dal gruppo BPU e/o da alcuni consiglieri. Va precisato che la domanda venne proposta proprio in quanto non vi sono prove concrete di tali eventualità. Nell'occasione non solo Giuseppe Allevi non ricevette alcuna risposta né dai consiglieri né dai sindaci ma, ironia della sorte, venne addirittura sbeffeggiato da un Probiviro (proprio uno di quelli che avrebbero dovuto brillare per indipendenza).

Ancora l'associazione Soci ha chiesto di avere, a proprie spese, un compact disk con gli elementi utili per contattare agevolmente tutti i soci. L'obiettivo era palesemente e dichiaratamente quello di preparare i Soci alla prossima assemblea per evitare il rischio che l'assemblea si trasformi in una "convention". L'Ufficio Soci (quello che dovrebbe organizzare chissà quale tipo di viaggi) ha laconicamente risposto verbalmente di ricopiarseli: trattasi di circa 75.000 soci.

Sempre l'Associazione Soci ha chiesto di dare la possibilità a tutti i soci d'acquistare gli immobili che il Consiglio d'Amministrazione ha deciso di vendere (ovviamente senza ascoltare il giudizio preventivo dell'assemblea, contro il parere dell'Associazione Soci e nel ricordo del rimpianto Avv. Lorenzo Suardi che in taluni casi li aveva acquistati). Questa richiesta era finalizzata ad evitare ai Soci il rischio di dovere pagare degli appartamenti ad una società, magari straniera e specializzata in spezzatini immobiliari, ad un prezzo maggiore rispetto a quello realizzato dalla stessa BPU. Anche in questo caso non c'è stata alcuna risposta né dal Consiglio d'Amministrazione né dall'Amministratore Delegato che era stato specificatamente interpellato in proposito.

In ultimo l'Associazione Soci ha chiesto, invano, di discutere sui contenuti del Bilancio sociale e, in particolare, sulla parte dedicata al "dialogo" con i soci.

All'Associazione Soci appare legittimo chiedersi se la BPU intende mantenersi radicata sul territorio e se è ancora corretto chiamarla "cooperativa".

Bergamo, lì 7 giugno ’04

Associazione Soci BPU