SOCI UBI

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Assemblea 2014

Dopo 11 anni abbiamo deciso di disertare l’assemblea: ci hanno deluso Tutti.

Moltrasio si è rilevato essere il discepolo ideale di Zanetti.

Resti ha dovuto, a garanzia degli stessi Consiglieri di Minoranza – effettuare un esposto a Consob e Banca d’Italia denunciando un fatto che era noto a tutti dai tempi della fusione con Comindustria: le nomine alle cariche societarie vengono pilotate con accordi illeciti. L’ipotesi accusatoria riguarda l’esistenza di un patto occulto, non dichiarato all’autorità di vigilanza, che avrebbe consentito alle due anime di Ubi, quella bergamasca dell’associazione Amici di Ubi, facente riferimento a Emilio Zanetti, e quella bresciana dell’associazione Banca Lombarda, guidata dal banchiere Giovanni Bazoli, di determinare le nomine e quindi la governance dell’istituto. A parte questo esposto Resti – che ha promesso di non ripresentarsi – non ha creato un gran disturbo a Moltrasio.

Il Sindacato ha operato in continuità con gli anni passati limitandosi a difendere gli interessi dei sindacalisti.

I media locali sono tornati quelli di 10 anni fa: Monsignor Francesco Beschi, Antonio Percassi e l’Unione Industriali sono come la Santissima Trinità: Uno e Trino!  Gli articoli sono gli stessi, tutti sono d’accordo su tutto compreso il fingere di stupirsi su fatti che sono noti da anni anche agli ippocastani del Sentierone.

Tra le barzellette che la nostra Associazione denuncia da sempre c’è quella di una “cooperativa quotata holding”: un mostro giuridico che non esiste nel codice civile ma solo nella fantasia dell’establishment bergamasco maestro in autoreferenzialità (il patto occulto di cui sopra è uno dei tanti, pensiamo anche solo alla cciaa dove quasi tutti i consiglieri sono in conflitto d’interesse).

Insomma, c’è il rischio di assistere al remake del film “C’era una volta il Credito Bergamasco” dove chi ha organizzato la vendita della banca (Cesare Zonca) ha trovato spazio sui giornali per ricordare con nostalgia i bei tempi passati in cui i bergamaschi potevano contare su proprie banche.

Bergamo è sempre più povera e questo rende le coscienze dei bergamaschi ancora più condizionabili: necessita tirare fuori le palle!

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