torna alla home

Una nuova governance

Precedenti interventi associazione

Iscriviti

Dove siamo

Statuto e consiglio direttivo

Siti utili e privacy

 

 

INTERVENTO ALL'ASSEMBLEA DEL 24 APRILE 2004 DI BPU

Per ridurre i rischi di un Consiglio d'Amministrazione auto referente abbiamo chiesto all'ultima assemblea del 24-4-2004:

  • che sindaci, revisori e probiviri NON siano proposti dallo stesso C. di A.;
  • che sia garantita la nomina dei Consiglieri di minoranza;
  • che siano eliminati i conflitti d'interesse tra la BPU, le imprese e i media locali.

Il nostro candidato Aldrighi Antonio ha avuto 194 preferenze. Poiché la media delle preferenze degli altri candidati è stata di 1.688, possiamo dire di rappresentare oltre il 10% dei soci. In un contesto ambientale estremamente difficile e con un candidato totalmente sconosciuto ai più, possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato fiducia (compreso l'eroico Antonio Aldrighi) e Vi diamo appuntamento a presto.

---------------------------------------------------------------------



Sono Giuseppe Allevi, Presidente dell'Associazione Soci BPU, per prima cosa desidero porgere i miei saluti a tutti e, in particolare, a quei soci non bergamaschi che hanno voluto affrontare la fatica della trasferta per essere qui oggi con noi.

Nella Relazione in materia di Corporate Governance, nel capitolo dedicato ai Rapporti con i soci, è scritto che "Il Presidente e l'Amministratore Delegato si adoperano attivamente affinché venga instaurato un dialogo con i Soci. L'Ufficio Soci - si legge - ha il compito di curare tutti i rapporti con i Soci, proporre e coordinare le varie iniziative loro offerte (incontri, viaggi, prodotti specifici)." Belle parole. Nella sostanza noi abbiamo costituito la nostra Associazione Soci BPU invitando tutti gli organi sociali della Banca, abbiamo civilmente manifestato le nostre perplessità su alcuni aspetti che riguardavano la Corporate Governance che adesso stanno venendo a galla;ho già sentito due interventi che condivido totalmente ma, contrariamente a quanto riportato nelle pagine che Vi sono state consegnate, nessuno ci ha degnato di una parola. Sappiano gli esimi Consiglieri di questa Banca che noi continueremo a cercare il dialogo ed a lavorare nell'esclusivo interesse della BPU.

In merito all'ORDINE DEL GIORNO devo evidenziare una prima perplessità: a mio modesto avviso il Consiglio di Amministrazione avrebbe dovuto prima approvare il bilancio da dove si può trarre un giudizio sulla capacità ed abilità degli amministratori e, solo in un secondo momento, sottoporre all'assemblea la nomina o la conferma dei Consiglieri, proposti dallo stesso Consiglio. E' dunque lecito porsi qualche quesito sulle modalità con cui viene gestita questa cooperativa e, forse, non sbagliano coloro ai quali è venuto il dubbio che questa scelta dell'ordine del giorno derivi dal desiderio di limitare il dibattito assembleare almeno prima della votazione dei consiglieri. Proporrei che, come avviene in tutte le società, la nomina dei consiglieri venga messa ai voti dopo l'approvazione del bilancio, dopo la determinazione delle medaglie di presenza per il Collegio Sindacale e dopo la delibera riguardante l'assunzione a carico della Banca degli oneri per la copertura della responsabilità civile di amministratori e sindaci. Per questa mia richiesta mi appello al Cav. Emilio Zanetti, la cui sensibilità ai problemi dei soci è a tutti nota.

Sull'adozione del nuovo REGOLAMENTO ASSEMBLEARE alcuni di Voi mi hanno chiesto un parere, non avendo avuto il tempo materiale di leggerlo e valutarlo. In mezzo a tanti illustri giuristi, io che sono un modesto commercialista oso solo osservare che, nella Relazione redatta dal Consiglio di Amministrazione in tema di Corporate Governance, ho letto che il regolamento assembleare è stato redatto seguendo lo schema elaborato dall'ABI e dall'Assonime. Al contrario, da un rapido confronto, mi è sembrato di rilevare diverse differenze. Ad esempio, in merito alle modalità per votare, lo schema ABI non parla di scrutinio palese, quello proposto da questo Consiglio d'Amministrazione lo impone per tutte le delibere con l'eccezione delle votazioni per la nomina delle cariche sociali, prevedendo, aspetto sempre assente nello schema ABI, che le schede riportino, a scopo meramente orientativo, come hanno menzionato prima i soci che mi hanno preceduto, i nominativi dei consiglieri proposti dallo stesso Consiglio d'Amministrazione; quindi non c'è neanche la possibilità di far inserire dei consiglieri proposti da altri soci o da altre associazioni. Ciò detto e considerato che la maggior parte di Voi deve ancora consolidare una propria opinione su un tema così importante, propongo che, solo nel corso della prossima assemblea, i soci possano scegliere, barrando la scheda che verrà distribuita, tra la votazione a scrutinio palese e la votazione a scrutinio segreto. Ovviamente, nella votazione a scrutinio segreto, si dovrà dare ai soci la possibilità di impugnare l'assemblea specificando il proprio nominativo e, qualora la giurisprudenza dovesse limitare l'uso di questo tipo di votazione, si potrà comunque fare ricorso al voto segreto per conoscere preventivamente l'opinione dei soci. Personalmente non ritengo urgente approvare questo regolamento, l'importante è farlo con la piena volontà e consapevolezza di tutti Voi.

Devo chiudere questo mio intervento con un brevissimo accenno ad un episodio che mi ha sinceramente addolorato: il Dott. Antonio Aldrighi,il consigliere che proponiamo nel volantino che vi è stato cosegnato, ex consigliere della nostra associazione, ha chiesto di divenire socio e non è stato accettato in quanto avrebbe minacciato telefonicamente il Vice Direttore della Sede di Bergamo con la finalità di convincerlo alle proprie tesi contrarie alla fusione con Comindustria. Considerato che il Dott. Antonio Aldrighi è il mio migliore amico, che è conosciuto come un valente capo scout, che è arrivato a 46 anni senza avere preso nemmeno una contravvenzione per divieto di sosta, che tutti quelli che lo conoscono lo stimano e lo adorano e, soprattutto, che lavora duramente nella sua piccola e, aggiungo, ininfluente impresa di famiglia anche grazie ad un fido della Banca Popolare di Bergamo che non gli permette certamente di condizionare nemmeno il portiere della banca, mi risultò molto difficile accettare la decisione del Comitato Esecutivo che non lo aveva accettato quale socio. A distanza di un anno, nonostante abbia chiesto aiuto al Collegio dei Probiviri, al Collegio Sindacale della Popolare di Bergamo ed a quello della BPU, ancora oggi mi appare poco verosimile immaginare che il Dott. Aldrighi abbia minacciato un Vice Direttore che lo affidava con l'obiettivo di condizionare il risultato dell'ultima assemblea. Mi stupisce soprattutto che basti la testimonianza di un dipendente su 15.000 per penalizzare un Consigliere della Associazione Soci della nostra Banca, l'unica associazione soci che aveva osato dire qualcosa di diverso da questo consiglio di amministrazione. In proposito chiedo la cortesia al Collegio Sindacale che ci rassicuri di aver effettuato tutti i controlli e tutte le ispezioni che erano possibili per accertare che sia sempre stata rispettata la legge e lo statuto; io ho mandato decine di raccomandate in tal senso, anche per quanto concerne le dichiarazioni effettuate dai Consiglieri al Collegio dei Probiviri, che ha respinto il Suo ricorso. Sempre al Collegio Sindacale chiedo di dichiarare ora se ci sono dei membri del Collegio dei Probiviri e dello stesso Collegio Sindacale in una situazione di conflitto d’interessi. In tal senso, sono certo che avranno la pazienza di spiegarmi, se si debbano considerare in conflitto d'interesse anche coloro che sono consulenti del gruppo BPU o delle aziende dei singoli Consiglieri. A tutti coloro che parteciparono al Comitato Esecutivo del 29 aprile 2003, Comitato che rifiutò l'ammissione a socio del Dott. Antonio Aldrighi, chiederei la cortesia di spiegarci:

  • quali strumenti avrebbe avuto il Dott. Aldrighi per minacciare un vice direttore ?
  • quali possibilità avrebbe avuto il vice direttore di influenzare il risultato di un'assemblea ?

L'ultima preghiera è quella di voler rendere pubblico, sul sito della BPU, tutti gli atti del Collegio dei Probiviri che hanno portato a respingere il ricorso del Dott. Antonio Aldrighi e di riammetterlo quale socio a far data dal 29 aprile 2003. Sarebbe un gesto bellissimo e sarebbe il segno che la banca inizia a collaborare con i soci. Grazie

 

Replica del Presidente Zanetti:

Per ciò che attiene alle osservazioni del socio Allevi, che lamenta il fatto che nella predisposizione dell'ordine del giorno si sia pensato di introdurre le nomine alle cariche sociali prima dell'approvazione del bilancio, evidenzia come questa prassi, da tempo in uso presso la ex BPB-CV, sia stata introdotta proprio per consentire al maggior numero possibile di soci di esercitare il diritto do voto: tante volte infatti i lavori assembleari si protraevano per molte ore, e molti soci lasciavano la sala assembleare senza aver potuto esercitare il diritto di voto. Per tale motivo si è ritenuto di inserire la nomina delle cariche sociali in apertura dell'ordine del giorno, dando corso in tal modo all'immediata apertura delle urne. Ciò peraltro non obbliga a recarsi a votare: salvo coloro che hanno necessità di assentarsi anzitempo dall'assemblea, tutti gli altri possono esercitare il proprio diritto di votazione dopo la trattazione degli argomenti all'ordine del giorno fra cui, ovviamente, l'approvazione del bilancio d'esercizio, così potendo giudicare l'operato del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e degli altri organi istituzionali,, Per quanto riguarda la vicenda della mancata ammissione a socio del Sig. Aldrighi, evidenzia come detto argomento non sia posto all'ordine del giorno di questa assemblea: ritiene comunque di voler dare una risposta alle affermazioni del Dott. Allevi, precisando come il Consiglio di Amministrazione abbia ritenuto non accettabile la domanda di ammissione di questo socio in funzione di precise e documentate ragioni. Rigettando l'istanza del Dott. ALDRIGHIO, IL Collegio dei probiviri ha poi confermato la validità, la bontà e la giustezza delle decisioni assunte dal Consiglio d'amministrazione. In seguito il Dott. Allevi ha ritenuto di fare un esposto al Collegio sindacale: al riguardo, invita il socio Allevi a prendere visione della relazione del Collegio sindacale allegata al fascicolo di bilancio, in cui lo stesso il Collegio sindacale allegata al fascicolo di bilancio, in cui lo stesso il Collegio sindacale, con riferimento all'esposto ricevuto, precisa come risulti che il collegio dei Probiviri abbia effettuato la sua valutazione ed adottato la sua decisione in piena libertà. Per quanto riguarda ancora la richiesta di votazione per l'introduzione del voto segreto, ricorda che questa modalità è prescritta dallo Statuto soltanto la nomina alle cariche sociali e che la giurisprudenza assolutamente prevalente ritiene che il voto segreto sia generalmente illegittimo, ammettendolo eccezionalmente solo per il rinnovo delle cariche sociali, in forza al decisivo argomento secondo cui lo stesso non permette di verificare successivamente all'assunzione della delibera chi sia dissenziente al fine del diritto di impugnazione della delibera assembleare o per l'esercizio del diritto di recesso. Sul punto ricorda il disposto di legge che permette l'esercizio di tale diritto entro tre mesi dalla delibera o dalla sua iscrizione a registro imprese.

Replica di Allevi:

il socio Allevi richiede la verbalizzazione integrale del proprio intervento di replica come di seguito trascritto: "Mi scuso con tutti voi se l'argomento Aldrighi è stato trattato adesso, del resto non era inseribile nell'ordine del giorno, evidentemente.

Presidente, la ringrazio per avermi risposto sulla questione Aldrighi, Lei ha citato prove documentate. Secondo me, prove documentate non ce ne sono se non in riferimento di una telefonata. Va chiarito: se ci sono prove documentate, me lo dica."

Il Presidente interrompe il Dott. Allevi, invitando a non replicare oltre su un argomento non all'ordine del giorno, al fine di non intralciare lo svolgersi dei lavori assembleari, che richiedono la trattazione di varie altre materie. Chiude quindi la discussione sul primo punto all'ordine del giorno, auspicando di aver fornito esauriente risposta alle domande dei soci e sollecitando la segnalazione di eventuali omissioni.

 

NOMINA CONSIGLIERI

Sull'argomento nomina consiglieri avrei molto da dire, in particolare sull'aspetto più drammatico secondo me, non solo della banca, ma della nostra provincia di Bergamo, situazione drammatica che colpisce poi la nostra banca e considerato che ora la nostra banca è diventata di rilievo internazionale, il problema si è allargato ed è quello del conflitto di interesse tra le imprese, tra la banca ed i media ed in particolare per quanto riguarda quei consiglieri che sono sia nel Consiglio d'amministrazione della BPU che nel Consiglio d'amministrazione della SESAAB S.p.a.. la cosa sembra che non sia rilevante, ma lo è e va analizzata a fondo. Io faccio riferimento, dato che ho solo 10 minuti e l'argomento va ben capito, al volantino che abbiamo distribuito. Questo tema io lo salto. Vi prego di approfondirvelo leggendo bene il volantino.

Parte consegnata in un volantino prima dell'assemblea e non letta in assemblea per motivi di tempo.

Un nucleo di imprenditori e relativi gruppi, attraverso l'Unione Industriali e l'Ascom, influenzano le scelte della CCIAA e, conseguentemente, delle più importanti società pubbliche: sin qui tutto assolutamente normale. Sempre gli stessi imprenditori hanno un peso notevole nelle banche locali: Zanetti e Pesenti nella BPU mentre Radici nel Credito Bergamasco. Questo tipo di conflitto d'interessi, dopo il caso Parmalat, è stato molto criticato anche se, a mio giudizio, non sempre correttamente. Personalmente ritengo che, se ci fossero dei consiglieri e dei sindaci di minoranza nella Banca, non si dovrebbe avere alcuna preoccupazione. Ritengo anche perfettamente normale che degli imprenditori possano controllare delle società editoriali.

Il problema, in tutti i settori, inizia ad insorgere quando si è in una situazione di sostanziale monopolio, come è nel caso della Sesaab, la società editrice dell'Eco e di TV Bergamo, che, di fatto, ha il monopolio dell'informazione nella nostra Provincia: in questa situazione, quell’auspicato pluralismo diventerebbe qualcosa di necessario e indispensabile.

Invece, nella stessa Sesaab, non solo come soci di minoranza ma anche come consiglieri, ritroviamo oggi le stesse persone, onestissime, rispettabilissime, sia ben chiaro, ma sempre quelle.

Dunque, questo establishment controlla il tessuto economico, le banche e l'informazione di tutta la Provincia: TUTTO!

Finora è andata bene, ma domani ?

E cerchiamo di non confondere il problema generale, e spesso stucchevolmente accademico, del conflitto d'interesse tra imprese e media, ovvero tra imprese e banche a livello nazionale, con il problema tipicamente bergamasco, quindi, di un ambito territoriale ristretto ma di rilievo europeo, cioè quello del conflitto d'interesse tra la cooperativa della BPU, le tre maggiori imprese bergamasche e l'unico giornale locale letto in Provincia.

Se sul conflitto d'interesse a livello nazionale si può anche soprassedere, per quanto concerne il conflitto d'interessi tra la BPU, i tre più potenti imprenditori bergamaschi e la Sesaab è innegabile dover constatare il forte disagio e la preoccupazione di moltissimi bergamaschi: se scricchiolasse o deviasse un singolo elemento di tale sistema consolidato, che finora ha ben operato per la comunità bergamasca, l'avvenimento avrebbe dirette e devastanti conseguenze sull’intero sistema, privo di contrappesi interni, rischiando di travolgere l’economia di un’intera laboriosissima Provincia.

Pensate se al posto del Cav. Emilio Zanetti, persona che, inutile ripeterlo, stimo moltissimo, ci fosse un personaggio "alla Parmalat":

cosa potrebbe accadere?

E i miei rilievi non sono affatto di carattere personale, tanto per essere chiaro.

Questo è la seconda volta che partecipo all’assemblea della banca e, lo confesso, inizialmente pensavo che la maggioranza di Voi presenziasse per abitudine e magari anche per opportunismo, ma, fortunatamente, ho dovuto ricredermi: nell’ultima assemblea, a scrutinio segreto, il 38,8% ha votato contro questo Consiglio di Amministrazione !

Dunque, considerato che meno del 4% ha votato a scrutinio palese contro la fusione, il Vostro desiderio di cambiare è forte almeno quanto il Vostro timore reverenziale.

Attenzione 4 su 10 di Voi vorrebbero cambiare questo C. di A.:

lo sapevate ?

Quel risultato è stato ottenuto nonostante che oltre 1/3 dei votanti fosse in qualche modo legato economicamente all’establishment della dirigenza e nonostante la campagna stampa martellante che ha preceduto l’assemblea. E qui dobbiamo ritornare a parlare del conflitto d'interesse tra le tre maggiori imprese bergamasche, la nostra cooperativa e l’unico giornale letto in provincia di Bergamo. Nonostante che la redazione dell'Eco sia particolarmente professionale, libera ed autonoma, chi non prova disagio nel constatare che i più influenti membri del Consiglio d'Amministrazione della BPU siano anche soci di minoranza ed amministratori dell’Eco ?

Dunque la Sesaab, da società editoriale di un giornale che, anche per l'impostazione originaria, dovrebbe garantire la più completa libertà, quella propugnata dal Cristianesimo, rischia di apparire lo strumento utilizzato dall'establishment per gestire il potere, influenzando pesantemente la vita di tutta la provincia.

Noi qui abbiamo solo la possibilità di sostituire immediatamente i consiglieri della BPU in conflitto d'interesse con i media e sperare che anche lassù in alto, dove sta chi, in quei media, ha la parola decisiva, si prenda in seria considerazione la situazione prospettata.

E’ un problema socio-economico-politico così intrinsecamente compenetrato e di tale enorme rilevanza che disturba da qualunque parte lo si pigli, anche dalla parte degli interessi dei soci di minoranza della Banca. Mi rendo conto che trattasi di una questione primariamente più politica, di politica vera. Se volete, è il segnale che, anche per una persona come me, che da sempre si è occupata soltanto della propria professione, slegata da qualunque partito o congrega, appare necessario in questo momento storico assumersi la responsabilità personale della consapevolezza politica. Non la responsabilità dei politicanti, assurdamente delegata dalla nostra gente a sedicenti "professionisti" della stessa che, "a conferma", nella quasi totalità nemmeno si sono occupati del problema. E’ il bello di un sistema libero il fatto che un giorno a caso un cittadino qualunque si alzi la mattina, si guardi allo specchio e dica a se stesso che "non è giusto!", che deve assumersi responsabilità anche verso il suo prossimo, secondo quell’Insegnamento in cui crede. Se si vuole, è la follia della libertà, quella predicata da Qualcuno che si può incontrare all’improvviso…

Per tornare all’argomento, osservo che una democrazia, così come la governance di una cooperativa quotata, deve prescindere dagli uomini che in un dato momento detengono e gestiscono il potere, ed è affidabile e sicura solo quando è in grado di prevenire situazioni come quella verificatasi a Parma, che deve fungere da campanello d’allarme.

Conseguentemente, ribadisco che i principali imprenditori della città dovrebbero optare tra il consiglio della Sesaab e quello della BPU, proprio per agevolare la funzionalità democratica.

Continua l'intervento di Allevi in assemblea:

Riguardo più specificatamente alla Governance e al rischio di un C. di A. auto referente, ho letto con grande stupore il paragrafo dedicato agli amministratori indipendenti, vedi pagina 6 della Relazione in materia di corporate governance che Vi è stata consegnata.

Si legge testualmente: "Tutti gli amministratori hanno il requisito dell'indipendenza, nel senso che - riassumo - non intrattengono relazioni economiche con la Banca e non sono titolari di partecipazioni di controllo. L'indipendenza degli amministratori è valutata annualmente dallo stesso Consiglio di Amministrazione".

Questo è il concetto di consiglieri indipendenti che ha il C. di A. della BPU.

Diversamente il Codice di Autodisciplina definisce come indipendenti gli amministratori che non hanno relazioni economiche né con l'impresa né, tantomeno, con gli azionisti di controllo.

Ma in questa cooperativa chi sono gli azionisti di controllo ?

Correggetemi se sbaglio, a me sembra di poterli identificare, anche leggendo il funzionamento del Comitato Nomine, nello stesso Consiglio di Amministrazione. Dunque l'indipendenza sbandierata da questo C. di A. può solo essere intesa come una generica auto dichiarazione di assenza di conflitti di interesse, per la verità non ben dichiarata. Io prima ho fatto una domanda al Collegio Sindacale, che poi prenderà la medaglia, non mi hanno risposto. Ho chiesto cortesemente che mi spiegassero cosa significa questo concetto. Che mi spiegassero se dei probiviri e dei sindaci che operano (lavorano come consulenti) con la banca e che operano (lavorano come consulenti) per soci, amministratori, se questi sono in conflitto di interesse; magari mi sbaglio, però abbiamo dei sindaci credo ben pagati vi oggi hanno anche la medaglia, mi potevano dare anche una risposta, non l'hanno data. Non certo come l'indipendenza tipica di quei Consiglieri che sono posti a tutela ed a garanzia delle minoranze. Del resto sembrerebbe impossibile pensare che possa esistere un C. di A. composto esclusivamente da consiglieri di minoranza.

Per queste e molte altre ragioni che non ho il tempo di esporre, l'Associazione Soci chiede:

  1. La nomina di tutti i sindaci a cura dell’Associazione dipendenti;
  2. La nomina dei Revisori e dei Probiviri a cura dell’Associazione Soci;
  3. La nomina dei Consiglieri di minoranza a cura dell’Associazione Soci, dei quattro principali investitori istituzionali e di Assogestioni.

Alzi la mano chi desidera mantenere l'attuale governance.

Ora, al contrario, la alzi chi è favorevole alle nostre proposte. Che entusiasmo! Si è alzata una sola persona, lei signora, la ringrazio favorevole alla nostra proposta. Nessuno è favorevole a quello che c'è. C'è una massa di astenuti entusiasmante, complimenti, dopo c'è il buffet, servitevi pure.

RicordateVi che l'obiettivo della nostra Associazione non è quello di sovvertire l'attuale sistema: rischieremmo di sostituire un establishment formato da uomini indubbiamente capaci ed onesti con un altro gruppo di potere che sarebbe probabilmente meno illuminato dell'attuale.

Il nostro obiettivo, in linea con Consob, Assonime e Assogestioni, è quello di bilanciare questo establishment con i giusti contrappesi così che tutti si possano sentire tutelati e garantiti.

Tutti coloro che credono nella libertà delle coscienze saranno nostri potenziali alleati e avranno comunque la nostra stima, anche se hanno opinioni diverse dalle nostre !

Vi ringrazio per la pazienza che avete avuto nell’ascoltarmi e concludo chiedendoVi di iscriverVi alla nostra "Associazione Soci BPU", i cui obiettivi sono indicati nel nostro sito www.socibpu.it, e Vi ricordo che ci piacerebbe annoverare tra gli associati anche gli ex soci della Commercio & Industria oltre a quelli di Varese, Ancona, Luino, Todi e di tutte quelle città dove la nostra cooperativa ha delle filiali. Noi non vogliamo colonizzare ma esportare libertà e democrazia. A tal proposito mettiamo a disposizione due posti nel Consiglio della nostra Associazione per ciascuna di queste città e naturalmente io la mia presidenza, che sono ben felice di dare a chi la volesse.

Infine Vi chiedo di cancellare con una croce i candidati proposti dall’attuale C. di A. e di iscrivere il nome del nostro candidato: Aldrighi Antonio. Qualora vorrete eleggerlo, non importa se non verrà accettato quale Consigliere in quanto non ancora iscritto a libro soci, a noi sarà stato sufficiente contarci.

Lo sapete che nella precedente assemblea il 38,8 % di Voi a scrutinio segreto era contrario a questo Consiglio di Amministrazione e poi il 4 % di valorosi è andato a votare contro la fusione? Lo sapevate? 4 su 10 di Voi contrari. Nonostante che un terzo abbondante siano legati economicamente a questo Consiglio di Amministrazione. Il tempo stringe, non riesco a parlare dell'approvazione del bilancio.

Per la medaglia di presenza ai sindaci, chiederei solo al Prof. Guatri, riconosciuto da tutti come il più illustre commercialista nazionale, non so se è in sala, come riesca a conciliare gli incarichi di natura istituzionale, quelli ordinari del suo studio e quelli di pubblicista con l'attività di sindaco e consigliere in una trentina di importanti società. Io fatico a seguirne molte di meno.

Per la copertura responsabilità civile l'assicurazione è certamente un'ottima idea. Nella relazione il Consiglio precisa opportunamente che la polizza retroagirà, non si sono dimenticati. Peraltro si sono dimenticati invece di indicarne il costo, aspetto discutibile, considerato che di fatto trattasi di un emolumento. Anche a me sembrerebbe logico, come alcuni che mi hanno preceduto, che siano i soci ad essere messi in grado di verificare che tutti gli amministratori e tutti i sindaci abbiano assicurazioni con massimali adeguati all'imposta del loro incarico. Viceversa la delibera pretenderebbe che i sindaci e gli amministratori possano sfuggire alle proprie responsabilità economiche e patrimoniali grazio a una polizza pagata da quegli stessi che potrebbero avere già subito un danno proprio a causa del comportamento di quegli organi che si pretenderebbe di tutelare. Alcuni hanno malignamente insinuato che questa iniziativa sia la conseguenza delle note vicende relative ai bond Parmalat. Conoscendo la coerenza dei nostri consiglieri lo escludo, comunque propongo che nel corso della prossima assemblea ci si organizzi in modo che i soci possano barrare sulla scheda che verrà loro distribuita la casella favorevole o sfavorevole alla polizza assicurativa. Non credo che sia urgente questa delibera, l'importante come in tutte le cose, è sempre accertarsi che sia stata rispettata la volontà della maggioranza dei soci e con questo auguro un buon fine settimana a tutti e vi aspetto sul nostro sito. Grazie

L'avv. Caffi replica:

in merito alle osservazioni formulate in precedenti interventi in materia di asserita esistenza di conflitto di interesse in seno al consiglio di amministrazione, al Collegio Sindacale ed al Collegio dei Probiviri della banca, organo quest'ultimo di cui egli stesso è componente, ritengo, sul punto, non sussisterne i presupposti.

NDR: Nella replica dell'Avv. Caffi non si precisa se ci sono sindaci e/o probiviri che lavorano per conto della banca e/o dei singoli consiglieri.

Il Cav. Zanetti a replicato come segue:

al socio Allevi, che ha voluto citare il capitolo che riguarda la governance, ribadisce che la banca si è sostanzialmente conformata, salvo taluni marginali adattamenti alle peculiarità della realtà dell'Istituto, alle prescrizioniu del Codice di Autodisciplina emanato da Borsa Italiana S.p.a.. circa le affermazioni sulla questione del conflitto di interessi, pur precisando che non si tratta di un argomento che possa interessare questa assemblea, ringrazia l'avv. Caffi per aver voluto fare chiarezza su questo argomento (?!), ripetendo comunque di voler fornire una risposta, rende al riguardo la dichiarazione di seguito integralmente verbalizzata:

"quando circa una decina, 7-8 anni fa, adesso non ricordo con certezza, sono stato richiesto da sua eccellenza Mons. Vescovo di assumere la presidenza della Sesaab, editrice dell'Eco di Bergamo, ho ritenuto di non sottrarmi a questo impegno con quello spirito di servizio al quale ho sempre cercato di corrispondere rispetto ai vari incarichi che più o meno modestamente, mi venivano assegnati. Ho ritenuto veramente di accogliere questo invito, lo ho fatto, ripeto, in spirito di servizio, non vedo assolutamente l'esistenza di conflitti di interesse. Pensavo che il socio Allevi, che tra l'altro dev'essere anche un dottore commercialista, potesse anche valutare la differenza esistente tra un Presidente o un amministratore di una editrice e le funzioni invece specifiche del direttore responsabile del giornale. Sono veramente compiti estremamente diversi, il direttore potrebbe essere diversamente, essendo responsabile, quindi non subisce assolutamente alcuna influenza da parte del CdA della società. Per quanto riguarda l'appunto mosso al Presidente del Collegio Sindacale, ritiene di esprimere al prof. Guatri tutto l'apprezzamento e la riconoscenza per la fattiva e preziosissima collaborazione che da moltissimi anni offre alla banca. Il prof. Guatri è responsabilità eminente, un illustre studioso, ha sempre dato alla banca un contributo di conoscenze, di equilibrio, di professionalità veramente eccezionale. Ricorda come nello statuto sia previsto, tra l'altro, che la carica di sindaco effettivo sia incompatibile con lo svolgimento del medesimo incarico in più di altre cinque società con azioni quotate; precisa che ovviamente la banca si è sempre attenuta a queste disposizioni statuarie. Invita quindi l'assemblea a voler indirizzare un applauso di apprezzamento al prof. Guatri.

Allevi contro replica al Presidente: sul tema del condizionamento ambientale, che è un problema importantissimo, non c'è tempo. Credo però che se lei trovava lo spazio sull'Eco di Bergamo di mettere il mio intervento da parte la sua replica, ne sarò felicissimo.

Allevi contro replica all'avv. Caffi: sulla questione Aldrighi chiedo se ci sono dei membri del collegio dei Probiviri e dello stesso Collegio Sindacale in una situazione di conflitto d'interesse. Se si devono considerare in conflitto d'interesse anche coloro che sono consulenti del gruppo BPU o delle aziende dei singoli consiglieri. Il Collegio Sindacale non mi ha risposto.

Il Presidente invita Allevi ad attenersi al tema del giorno.

Allevi: Presidente, chiedo di sapere se il probiviro Avv. Caffi è anche consulente per la BPU ?

Il Presidente Cav. Zanetti conferma che, in materia di conflitti di interesse, il gruppo opera nella rigorosa osservanza della normativa vigente. In particolare, per quanto riguarda l'affidamento ad amministratori e sindaci, le banche del Gruppo si attengono scrupolosamente all'osservanza dell'art. 136 T.U.B. che, come noto, impone che le deliberazioni vengano assunte all'unanimità dei consensi di amministratori e sindaci. Per quanto riguarda l'appunto mosso dall'avv. Caffi non è materia di questa assemblea (?!).