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Allevi Giuseppe, Presidente dell'Associazione Soci BPU, durante la conferenza stampa in cui sono stati presentati gli obiettivi dell'Associazione, ritenendo inadeguata l'attuale governance di BPU, ha chiesto: 1) che l'Associazione Soci e quella dei dipendenti possano nominare l'intero Collegio Sindacale, il Collegio dei Probiviri e la società di revisione; 2) che all'Associazione Soci, unitamente ai Fondi d'investimenti italiani ed esteri, venga garantito la nomina dei Consiglieri indipendenti; 3) che le votazioni avvengano sempre a scrutinio segreto; 4) che le richieste sopra riportate vengano estese a tutte le società controllate.

In particolare Allevi, in relazione alla necessità che gli organi di controllo non siano più proposti dallo stesso Consiglio di amministrazione ha addotto le seguenti ragioni:

  • l'art. 148 del Testo Unico della Finanza pubblicato dalla CONSOB recita "L'atto costitutivo contiene le clausole necessarie ad assicurare che un membro effettivo sia eletto dalla minoranza. Se il Collegio è formato da più membri, il numero dei membri effettivi nominati dalla minoranza non può essere inferiore a due."
  • il paragrafo 30 della circolare ASSONIME del Maggio 2003 ricorda che "Sarebbe buona norma lasciare la Presidenza del collegio sindacale alle minoranze azionarie";
  • se la CONSOB e l'ASSONIME, così come Assogestione e tante altre istituzioni, hanno inteso limitare il potere dei soci di maggioranza nonostante costoro abbiano rischiato ingenti capitali, in una cooperativa quale la BPU, dove i Consiglieri non hanno necessità di investire alcunché e, al contrario, percepiscono lauti emolumenti, è logico pensare che gli organi di controllo debbano essere proposti da chiunque che non sia lo stesso Consiglio d'Amministrazione che corrisponde all’organo sociale da controllare.

Anche per quanto concerne la richiesta che vengano nominati dei Consiglieri indipendenti, Allevi ha ricordato che l'attuale "Regolamento Comitato nomine", rende, di fatto, l'attuale Consiglio d'Amministrazione capace di auto rigenerarsi. Infatti, nel Regolamento si legge che il Consiglio d'Amministrazione istituisce al suo interno un Comitato Nomine composto da 4 suoi componenti oltre che dal Presidente. Questo Comitato individua le candidature alla carica di consigliere e sindaco sia della BPU che di tutte le controllate. Certamente, dal punto di vista teorico, l'assemblea potrebbe proporre delle liste alternative ma la storia ha dimostrato che il condizionamento ambientale è tale da impedire che ciò accada. Si tratta di prendere atto che la realtà, a dispetto delle procedure formali, non garantisce la libera espressione dei soci.

Dunque, è necessario evitare che una cooperativa quale la BPU abbia un C. di A. capace di auto rigenerarsi e che sia, di conseguenza, anche auto referente.

In merito alla terza richiesta - quella che le votazioni avvengano sempre a scrutinio segreto - Allevi ha ricordato che, se si escludono i parenti degli amministratori e i numerosissimi liberi professionisti e/o accademici che prestano consulenza alla banca, la maggioranza dei partecipanti all'assemblea sono dipendenti, debitori e fornitori dello stesso istituto di credito. In una tale situazione la sudditanza psicologica è inevitabile e fisiologica. Un esempio eclatante si è verificato durante l'ultima assemblea dove i due consiglieri proposti da Assodip, in alternativa a quelli proposti dal C. di A., hanno ottenuto a scrutinio segreto ben il 38,8% mentre a scrutinio palese solo il 3,9% dei presenti in assemblea si è espresso contro la fusione, la cui deliberazione era strettamente correlata a quelle nomine. Infatti, benché le delibere fossero diverse, si può ritenere che chi abbia votato contro i due consiglieri proposti dal C.d.A., avrebbe votato anche contro la fusione.

Il giorno seguente, l'"Eco di Bergamo", cioè il media bergamasco per eccellenza, dove il cav. Emilio Zanetti figura quale Presidente della società editoriale, ha aperto in prima pagina con il titolone "Popolare, una fusione ad alto gradimento: 96,1% favorevole", senza menzionare i risultati della votazione a scrutinio segreto che evidenziavano quanto sia poco gradito l'attuale C.d.A. che ha proposto la fusione, cosicché, ancora oggi, questo dissenso è sconosciuto ai più.

Allevi ha proseguito osservando che sarebbe opportuno evitare che i consiglieri della BPU siano anche soci e/o consiglieri di giornali e/o televisioni. Infatti, il conflitto d'interesse che riguarda Berlusconi non è un caso isolato ed è concettualmente ben poca cosa se paragonato a quanto accade nella Bergamasca. Nel ricordare che è logico ed inevitabile che i 4-5 imprenditori più potenti della città influenzino le scelte dell'Unione Industriali e dell'Ascom e, tramite queste associazioni, della CCIAA, è però anomalo che gli stessi soggetti siano anche soci di minoranza della SESAAB (Eco e Tv Bergamo) ed è assolutamente inopportuno che siano anche Consiglieri della stessa società editrice. Se poi, come accade ora, gli stessi imprenditori controllano anche la più importante banca locale (BPU) è evidente il rischio di creare un contesto ambientale simile a quello che a Parma ha favorito i noti disastri finanziari.

Giuseppe Allevi, che è un libero commercialista, non supportato da partiti, associazioni o sindacati di alcun genere, si è dichiarato ben consapevole del rischio enorme che corre sia come uomo che come professionista nel denunciare questa situazione ambientale che, nonostante sia ben nota a tutti, gode di uno spesso muro di omertà, non venendo mai posta in discussione, quindi, mai monitorata e, in tal senso, confida nell'appoggio delle strutture ecclesiastiche locali, sempre attente alle libertà della comunità, (vedi Curia), strutture che controllano la maggioranza della SESAAB (Eco di Bergamo). Confida anche nella comprensione della profondità del problema da parte di S.E. Monsignor Roberto Amadei, Vescovo di Bergamo, profondo partecipe dei problemi sociali, cui senza dubbio non è sfuggita l'importanza della questione. Allevi inoltre si augura che vi sia una forte presa di coscienza nel senso indicato sia da parte della classe politica che di tutto il sindacato, auspicandosi che quest'ultimo, anche tramite l'Assodip, operi d'intesa con l'Associazione Soci per ottenere la possibilità di proporre la nomina di tutti gli organi di controllo della Banca. Infine ha concluso invitando tutti gli azionisti BPU ad iscriversi gratuitamente all'Associazione Soci tramite il sito www.socibpu.it. Le iscrizioni - ha precisato Allevi - contribuiranno, da un lato, a garantire una maggiore tutela agli azionisti e, dall'altro, a iniziare a sciogliere uno dei nodi che rendono Bergamo una città ingessata, cioè il nodo della partecipazione responsabile alle sorti della comunità bergamasca.

Coi tempi che corrono, se non si cambiano passo e metodi, le conseguenze negative non tarderanno a manifestarsi, non solo per l'economia della provincia, che resterebbe legata alla sorte di un numero ristretto d'aziende da preservare ad ogni costo, ma con ricadute anche sul piano della dignità e della libera responsabilità dei cittadini bergamaschi. Dunque, una battaglia che dovrebbe essere decisamente più importante di quella combattuta per le poltrone in CCIAA, in Provincia e in Comune e, comunque, nelle sue intenzioni, anche tempestiva spia di un malessere che non deve diffondersi.