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L'Associazione, sorta a seguito delle profonde perplessità destate dalla progettata fusione tra la Popolare di Bergamo e la Commercio e Industria e, in particolare, dal rapporto di concambio tra le azioni dei due istituti, ha manifestato il proprio dissenso in assemblea ed ha appoggiato la lista dell'Assodip.

Nonostante:

a) la stampa decisamente schierata a favore della fusione; b) la difficoltà dei non addetti ai lavori nel comprendere un rapporto di concambio giudicato decisamente sfavorevole anche dal Presidente di Comindustria; c) l'intervento in assemblea di "liberi" professionisti a libro paga dell'Istituto; d) la presenza della quasi totalità dei soci in chiara sudditanza psicologica nei confronti del Consiglio di Amministrazione della Banca perché dipendenti e/o debitori e/o clienti e/o fornitori e/o consulenti;

i due consiglieri proposti da Assodip (Pozzoli e Carcano) in alternativa a quelli proposti dal CdA dalla Bergamo (Pesenti e Venier) hanno ottenuto - a scrutinio segreto - il 38,8% (NB: probabilmente, in condizioni ambientali normali, la fusione NON avrebbe avuto luogo). Ciò nonostante - a scrutinio palese - solo 3,9% si è espresso contro la fusione. Le delibere erano diverse ma, nella stragrande maggiorana dei casi, chi era contrario ai due consiglieri proposti dal CdA era contrario anche alla fusione così come veniva proposta dallo stesso CdA.

Dunque, da questa prima avventura della nostra Associazione, si sono tratti i seguenti insegnamenti: 1) molti soci hanno paura ad esprimersi liberamente in assemblea e le votazioni dovranno sempre avvenire a scrutinio segreto; 2) necessita una GOVERNANCE che tuteli maggiormente sia le minoranze che gli investitori.